Due passi in avanti per uscire dal berluscoleghismo


Siamo in un pantano, in una fase pericolosa del declino italiano e della sua classe dirigente. In particolare di quella classe dirigente politica del centro-destra che ha governato 8 di questi primi 10 anni del XXI secolo.

Oggi Barbara Spinelli su “La Stampa” (“Il baratto sulla legalità”) e Moni Ovadia su “L’Unità” (“Un paese in ginocchio”) hanno aggiunto altre efficaci rappresentazioni dello stato della nostra democrazia italiana. Non è più tempo di guardare tanto per il sottile se vogliamo far rialzare l’Italia (nuovo sviluppo, aumento della legalità) e se vogliamo non far naufragare in modo definitivo il progetto riformista del PD.

Io, che sono più propenso a pensarla sul Paese e su come farlo uscire dalla crisi come Veltroni, dico che occorre un patto fra le maggiori personalità del PD ispirato non dalle loro diverse visioni, ma dalla consapevolezza che prima viene il futuro dell’Italia, delle giovani generazioni, della solidità della sua democrazia. Una sorta di “CLN” che blocchi non la discussione, ma l’azione disordinata verso più direzioni e faccia avanzare e rafforzare un blocco di forze politiche, sociali, economiche per uscire da questa brutta crisi politica ed economica e mandare in pensione Berlusconi.

Rispetto a questo la direzione di venerdì ha rappresentato solo un piccolo passo. Occorre non un immobile “armistizio”, ma un vero patto consapevole ed attivo fra Bersani (che deve essere rafforzato nel suo ruolo di segretario), Veltroni, Franceschini, D’Alema, Fioroni, Marino, Letta, Bindi, etc..

Poi, se entro 18-24 mesi questo patto e questa azione produrrà ‘effetto voluto, è necessario fare un secondo passo, anch’esso decisivo per il progetto del PD e per un futuro di cambiamento riformista in Italia: è necessario che vengano fatte primarie nel PD per scegliere il/la segretario/a, insomma il leader del PD dei successivi 10 anni. A questo punto le personalità del patto dovrebbero tutte lasciare il passo a dirigenti giovani e dovrebbero lavorare perchè questo passo abbia successo.

Queste primarie dovranno vedere il confronto fra giovani come Debora Serracchiani, Giuseppe Civati, Nicola Zingaretti. Lasciatemi avere qualche riserva su Matteo Renzi. Ma intanto potranno uscire altre giovani personalità di valore.

Link di un video che tratta del “futuro del PD”:

http://current.com/groups/speciali/92684839_speciale-il-futuro-del-pd.htm

Un esempio del cammino da fare è quello del Labour Party inglese: ieri Ed Miliband ha battuto il fratello David, tra l’altro con un risultato a sorpresa. Ed ha 40 anni ed ha vinto su temi contrassegnati dalle parole “sinistra”, “lavoro” e “futuro”, che quindi non sono in contrasto fra loro come qualcuno sostiene.

Quindi, per sintetizzare: un primo passo per mandare a casa Berlusconi e tornare al governo, un secondo per scegliere un giovane leader del PD ed uscire dal berluscoleghismo.

Annunci

Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
Questa voce è stata pubblicata in La politica. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Due passi in avanti per uscire dal berluscoleghismo

  1. Riccardo Giordani ha detto:

    Non oso immaginare a quale punto deve arrivare il disastro del partito affinché le persone di cui parli accettino il patto che proponi. Basti pensare all’ennesima riproposizione di un conflitto fra correnti addirittura in un momento come questo. A maggior ragione trovo difficile che si vada ad elezioni primarie anticipate.

    I passi che auspichi sarebbero sicuramente utili ad uscire dalla crisi e rafforzare il partito, ma manca e probabilmente mancherà la disponibilità dei diretti interessati. I dirigenti giovani otterranno la guida del partito solo avanzando un po’ alla volta, continuando a “sgomitare”, parlare, proporre, farsi vedere, organizzarsi. In qualche modo la spinta deve arrivare dal basso. Serve un sacco di tempo, ma purtroppo non vengono lasciate aperte altre strade. E’ questo il male del PD.

  2. Pingback: Links for 26/09/2010 | Giordani.org

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...