A chiare lettere tutta la politica italiana è da buttare


Per pura casualità in questo fine settimana ho partecipato a due presentazioni di libri editi da “Chiarelettere”, editore di recente costituzione, ma con già tanti successi al suo attivo (libri, dvd, blog) grazie ad una linea editoriale riconoscibile, nuova e ad autori quasi sempre bravi, alcuni affermati. Saggi, inchieste di tipo politico, sociale, economico. Un ruolo prezioso per far conoscere realtà che spesso non sono indagate (o indagate poco) dalla grande stampa e soprattutto dalla TV.

La prima presentazione a cui ho assistito è stata promossa venerdì sera dall’ANPI Giovani di Anzola dell’Emilia, ragazze e ragazzi che stanno facendo bene ed hanno avuto una bella idea; venerdì sera è stato presentato il libro “La colata” di Sansa, Garibaldi, Massari, Preve, Salvaggiulo. Era presente Ferruccio Sansa, giornalista inviato del “Fatto quotidiano”, in dialogo con la giornalista Barbara Carozzini. Il tema è importantissimo, è quello della enorme utilizzazione di suolo agricolo e sua trasformazione in spazio urbanizzato per case, capannoni, strade, etc.. , in particolare negli ultimi 20 anni. Le due “vittime” principali delle accuse di Sansa sono Cappellacci (presidente della Regione Sardegna e Burlando, presidente della Regione Liguria). Ha condannato tanto le politiche del centro-destra che quelle del centro-sinistra. Gli ho ricordato che, nonostante è necessario invertire la tendenza per l’utilizzo di suolo, pochi giorni fa Legambiente (“Ecosistema urbano 2010”) ha inserito 3 città della nostra Regione fra le prime 10.

La seconda presentazione è stata organizzata sabato pomeriggio dalla Libreria Coop Ambasciatori di Bologna ed è stato presentato il libro “L’Italia in presa diretta” di Riccardo Iacona. Presente l’autore che dialogava con un altro bravo giornalista, ancora più bravo con la penna che con il microfono, Michele Smargiassi. Il tema è l’Italia reale ed il suo degrado culturale, sociale, politico di questi tristi tempi. Una delle cose molto vere dette da Iacona: dopo un qualunque talk-show politico in TV, le persone che sono mediamente informate e di media cultura non hanno imparato nulla, anzi spesso possono solo notare la superficialità, la imprecisione, le omissioni dei conduttori e dei politici presenti.

Di entrambi gli incontri mi è rimasto dentro però anche un sentimento di delusione ed una piccola indignazione: la politica, i partiti in modo uniforme sono stati trattati senza distinzioni, senza approfondimenti, come se tutti siano uguali, tutti incapaci o corrotti, interessati all’interesse privato o ad un interesse pubblico sbagliato e senza sguardo sul futuro. Venerdì sera (ma traspariva anche da Iacona) l’unica speranza sottolineata da Sansa sono stati i “comitati” che in Italia sorgono dovunque per contrastare le cattive pratiche e la mancanza di partecipazione democratica.

Ritengo che i comitati di cittadini siano cosa preziosa nei momenti e nelle situazioni di emergenza, quando davvero la politica è sorda e non ci sono altri spazi di partecipazione. Ma i comitati non possono essere la risposta normale, non sono eletti democraticamente. E spesso la politica, la buona politica c’è, occorre forse qualche sforzo in più per rilevarla e raccontarla. E nonostante tutto, ciò che fa il centrosinistra messo sulla bilancia non è certamente ciò che fa il centro-destra. In maniera superficiale (io l’ho ripreso su questo) Sansa ha detto che il PD non parla più di ambiente, che l’assemblea nazionale a Varese ha trattato solo dei temi “leghisti”. Gli ho ricordato che in realtà lì sono stati discussi ed approvati documenti su 6 temi: agricoltura, scuola, fisco, immigrazione, innovazione della PA e piccole e medie imprese.

Con notizie come quelle del turismo horror di Avetrana, con il voto spesso confermato a misfatti del governo di Berlusconi, occorre anche considerare le responsabilità individuali dei singoli cittadini, le trasformazioni culturali spesso nel segno del degrado. Le responsabilità politiche, quelle dei partiti, anche quelle del centrosinistra e del PD ci sono. Ma continuare a mitragliare sulla politica come se la “società civile” fosse innocente, è deviante e, forse, è congeniale a seguire la moda dell’antiberlusconismo che non smuove di un millimetro questa maggioranza politica ma aiuta a vendere molte copie. Chi avrà il coraggio di una indagine spietata sulla “società civile” e sui suoi comportamenti prevalenti?

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Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
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