Primarie con una sola indicazione: scelta degli elettori e non dei partiti


Maurizio Cevenini, nel mezzo del serio evento della sua salute e nella scelta drammatica di lunedì, ha confermato le qualità che l’avrebbero probabilmente portato a diventare sindaco di Bologna: attenzione alle persone (anche a sé stesso, alla sua famiglia), grande vicinanza di tantissimi cittadini di ogni idea politica, l’essere un galantuomo che rinuncia al suo sogno per mantenere aperta la strada delle primarie e degli obiettivi del suo partito, il PD, e del centrosinistra. Per il bene comune della città di Bologna.

Questo evento drammatico comporta ora però, per il PD di Bologna, un’ambizione ancora maggiore, nonostante le indubbie difficoltà. La nuova situazione che si è creata rende necessario che vi sia ora uno svolgimento delle primarie PIU’ APERTE, non meno aperte. Proprio per quello che è successo, ora il maggior partito di Bologna deve dimostrare ai suoi cittadini che è in grado di proporre non solo un candidato amato da tanti, ma anche altri candidati che sono in grado di prendersi cura di questa città con competenza, onestà e capacità di farla ripartire e cambiarla per le esigenze della sua popolazione attuali e future.

Se questo è vero, allora non c’è dubbio che le primarie (importante strumento con dei limiti, se non altro la loro unilateralità e volontarietà, ma anche un asset positivo ed unico del PD) dovranno essere concepite, organizzate e gestite secondo il loro spirito originario, ma quasi mai concretizzato, mai a Bologna: candidati che, sulla base di varie sollecitazioni (partiti, movimenti, persone), si rendono disponibili senza nessuna garanzia di appoggio esclusivo da parte di un partito, partiti che gestiscono gli aspetti organizzativi e fanno osservare le regole che si sono dati. Non è obbligatorio fare le primarie. Ma se si fanno (ed ora si devono fare), allora occorre non ripetere gli errori del recente passato.

Ora vi sono due candidati (Frascaroli e Zacchiroli) “civici”, ma vicini al PD. Spero che vi siano ora iscritti al PD (meglio se più di uno) che avanzino la loro candidatura, senza che sia generata come soluzione unitaria del PD stesso. Ci potranno essere altri candidati “civici” (a suo tempo io avevo sottolineato il valore di persone come Zamagni e Segrè).

In queste ore la stampa racconta della disponibilità di Virginio Merola, di quella eventuale di Giacomo Venturi. Io ritengo che Merola sarebbe un ottimo candidato per il profilo di sindaco che ho prima descritto. Ritengo allo stesso tempo che Venturi abbia già un ruolo importante e delicato in Provincia che sta svolgendo bene.

Ma la cosa fondamentale, e vale per tutti gli eventuali candidati iscritti al PD, è che decidano senza rete e senza pretendere un appoggio esclusivo del partito. La cosa più preziosa infatti in questo momento è l’interesse della città, della sua comunità, quello del PD deve essere in secondo piano. O meglio: l’interesse del PD deve essere quello di essere al servizio della città.

Questo ovviamente vale anche per gli altri partiti. Ad esempio mi sembra fuori luogo, comunque non coerente con questa impostazione, da parte di SeL appropriarsi di Amelia Frascaroli.

Completo il mio discorso, per essere ancora fedele alla premessa di primarie con spirito originario, dicendo che il PD, a livello dei massimi dirigenti (segretario provinciale e presidente della direzione) dovrà fare ciò che ha sempre promesso e mantenuto fino a pochi giorni fa Raffaele Donini: non dare indicazioni sul candidato da votare, lasciare la massima libertà. Se dal punto di vista formale per il PD è legittimo sostenere i candidati iscritti, dal punto di vista sostanziale questa città ha bisogno come mai prima che siano i cittadini ad indicare il sindaco che dovrà occuparsi della città di Bologna nei prossimi 5 anni.

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Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
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