Il sangue cristiano di Baghdad: perché il silenzio?


Forse siamo troppo abituati alla quotidiana violenza delle stragi in Iraq, forse troviamo quasi obbligato il martirio dei cristiani in una terra così violenta a cui l’Occidente ha portato non certo la democrazia ma ancora più violenza.

Sta di fatto che non ho letto, notato una grande rilevanza alla spaventosa strage del 1° novembre, Ognissanti, a Baghdad. Dove 55 persone hanno perso la vita e 70 sono rimaste ferite nel massacro avvenuto ieri nella chiesa siro-cattolica “Nostra Signora della Salvezza”, dopo il blitz delle forze irachene per liberare i fedeli presi in ostaggio da al-Qaeda.

Mi sembra allora molto giusto l’invito a non sottovalutare questo episodio di Anna Foa, storica ed esponente del mondo ebraico. Ancora più significativo perchè invita il mondo ebraico a reagire a qualcosa di grave che loro hanno già vissuto sulla loro pelle:

L’attacco ai cattolici in una chiesa di Bagdad, con il loro massacro preceduto dall’uccisione immediata, all’irruzione del commando islamico, del giovane sacerdote che celebrava la messa, è soltanto un momento, sia pur particolarmente sanguinoso, di una strategia terrorista anticristiana che ha già causato molto sangue. I giornali parlano di una comunità cristiana a cui diventa sempre più difficile sopravvivere, e per cui si prospetta, in un futuro molto prossimo, un destino di esilio. Credo che gli ebrei, proprio perché sono stati a loro volta perseguitati, assassinati, mandati in esilio, debbano guardare con grande preoccupazione a questa tragica vicenda ed esprimere la loro vicinanza a quanti piangono oggi l’efferata uccisione di esseri umani colpevoli di professare la loro religione e di essersi riuniti in preghiera

 

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Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
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2 risposte a Il sangue cristiano di Baghdad: perché il silenzio?

  1. Pingback: Links for 03/11/2010 | Giordani.org

  2. alberto girotti ha detto:

    hai visto la vignetta di cesare giulio sul calendario del dialogo di enzo bianchi?
    se questi sono i risultati, occorre un ripensamento serio su quanto accade oggi nel mondo.

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