Primarie a Bologna: coerenza, coraggio e senza ipocrisia


Leggendo le notizie, le dichiarazioni di alcuni esponenti del PD di Bologna, nonostante siamo già al 14 novembre, sembra che ancora non sia chiaro ed accettato da tutti ciò che abbiamo deciso di fare con le primarie del centrosinistra e ciò che il segretario Raffaele Donini ha ripetuto e perseguito fino alla direzione di lunedì scorso.

Scrivo perché il pensiero, la preoccupazione, la passione politica mi porta a quei problemi.

Forse sbaglio, ma io non ho dubbi su questi presupposti:

1)      le primarie sono un mezzo per selezionare con regole il miglior candidato a diventare sindaco di Bologna, con le capacità di governarla e cambiarla secondo la cornice programmatica che il centrosinistra già si è dato

2)      il mezzo, non obbligatorio, è stato scelto dal PD (che dovrebbe avere un po’ più di orgoglio nel rivendicare la primogenitura di questa opportunità democratica. Di conseguenza indietro non si torna e devono essere chiare le conseguenze

3)      quindi le primarie devono essere “vere”, “aperte”, fra più candidati che dovranno esprimersi sulla cornice programmatica, dimostrare i loro talenti, scegliere le loro priorità; non devono essere predeterminate, sia perché sarebbero smerciate agli elettori per una scelta vera mentre non lo è, sia perché quelle predeterminate hanno già causato, in 11 anni, dei disastri a Bologna

4)      è quindi incoerente, ipocrita e nasconde mancanza di coraggio (vale per i candidati PD che la pensano così e vale per eventuali “civici” che aspettano assicurazioni prima di candidarsi) voler decidere prima una “candidatura unitaria” del PD che competa con Frascaroli e Zacchiroli

5)      se così fosse deciso, oltre a vedere contrari molti dirigenti del PD, si dimostrerebbe agli elettori del PD e del centrosinistra una debolezza ed una incoerenza; se il “candidato” unitario vincesse le primarie gli elettori si sentirebbero sottratta la scelta già fatta dal vertice, se perdesse perderebbe in modo univoco il PD

Io penso si debba andare alle primarie senza paure, con due candidature almeno del PD (il regolamento questo aveva in mente), senza nessuna faida interna (come peraltro è già successo nelle varie primarie per gli incarichi a segretario nazionale, regionale e provinciale; chi suppone faide interne spesso non è capace di ragionare e competere con tranquillità e con lealtà).

Chi continua a dire che occorre una “candidatura unitaria” doveva essere chiaro da prima: dire che le primarie non erano necessarie ed esprimersi in modo conseguente in Direzione.

 

 

 

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Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
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2 risposte a Primarie a Bologna: coerenza, coraggio e senza ipocrisia

  1. Roberto Romagnoli ha detto:

    Sono completamente d’accordo

  2. Sergio Vivi ha detto:

    Intervengo perché ritengo che estendere la democrazia diretta a favore degli elettori sia giusto.
    Le primarie sono uno dei mezzi.
    Negli Stati Uniti l’elezione dei candidati a Presidente non avviene in un solo giorno, ma attraverso discussioni preliminari tra i sostenitori di un partito (ad esempio, i “caucus”).
    Nel caso italiano, finora applicato, le discussioni avvengono in genere all’interno del partito: questo è accettabile, ma la differenza con gli USA c’è.
    Inoltre la scelta del candidato è complicata dal fatto che spesso si deve attuare nell’ambito di una coalizione.
    Io procederei in questo modo:
    1 – Ogni partito della coalizione tenga (oppure NON tenga) le sue primarie per scegliere il proprio candidato (di partito oppure civico) oppure il numero di candidati (di partito o civici) che stabilisce opportuno (uno, due, tre…).
    Se si sceglie un candidato unico si evita la dispersione dei voti, scegliendone due o tre si privilegia la scelta dell’elettore e magari si portano via voti ai candidati degli altri partiti.
    Per me dovrebbero essere candidature aperte (cioè senza obbligo di raccogliere firme) tanto i candidati in esubero sarebbero eliminati. Ciascun elettore può votare anche un nome non proposto dal partito.

    2 – I candidati scelti nell’ambito di ogni partito si presenteranno alle primarie di coalizione.

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