Voto dei deputati PD: il finanziamento dei partiti è una questione di coscienza?


Martedì, alla Camera, durante la discussione sul disegno di legge sulla riforma universitaria, è stato respinto un emendamento proposto dai deputati Calgaro e Tabacci (API) con cui si proponeva di destinare 20 milioni di € del finanziamento pubblico dei partiti (rimborsi elettorali) per i ricercatori universitari.

Chi l’ha respinto? Compatti il PDL, la Lega Nord ed una parte notevole dei deputati del PD (25 contrari e 17 astenuti), dopo un intervento di Sposetti, ex tesoriere dei DS. Che così si è contrapposto alle indicazioni di voto favorevole annunciate dal capogruppo Dario Franceschini:

http://parlamento.openpolis.it/votazione/34726

http://www.ilpost.it/2010/12/01/pd-emendamento-universita-partiti-sposetti/

L’emendamento di Tabacci ed altri deputati proponeva l’utilizzo di 20 milioni di euro a favore di contratti di stabilizzazione per i ricercatori universitari oggi precari, attingendo questo importo dai rimborsi elettorati riservati ai partiti che già godono del rilevantissimo contributo di alcune centinaiat di milioni di euro per anno.

Dispiace che una giovane deputata del PD, Marianna Madia, abbia giustificato così la sua astensione (che non è voto contrario, ma realizza lo stesso scopo, in pratica):

http://www.ilpost.it/2010/12/02/pd-astensione-emendamento-tabacci/

Quando si tratta di modificare, anche in modo non organico, il finanziamento dei partiti, si obietta che è un argomento incongruo, che occorre fare una discussione dedicata ed approfondita. Tutte le volte è così, e non c’è distinzione fra centro-destra e centrosinistra. Questo è spesso il vero “inciucio” fra centro-destra e PD, almeno per una sua parte (fra i contrari: Cuperlo, Marchignoli, Turco; fra gli astenuti: D’Alema, Fassino, Migliavacca, Orlando, Soro, Madia).

Non ha importanza che la proposta fosse in buona fede o provocatoria. Quello che importa è pensare che in Italia, con queste sofferenze di milioni di persone, di tante famiglie, piccole imprese, giovani, solo i partiti ed i politici debbano non cambiare nulla avere le stesse RICCHE risorse. Il finanziamento pubblico dei partiti in Italia è pressoché scandaloso: era stato abolito dal referendum del 1993, è rientrato come rimborso elettorale, è addirittura diventato circa 10 volte quello precedente, senza nessuna corrispondenza fra spese elettorali effettive e rimborsi. Sono centinaia di milioni di €. Ed il furbetto Sposetti invece ritiene che questi soldi servono al PD (!) perchè altrimenti Berlusconi ci fa perdere, visto tutti i soldi che ha. Belle argomentazioni da statista! Se noi ci presentiamo con queste scelte, qualunque somma che spenderemo per la campagna elettorale (a parte l’ingiustizia) non servirà a convincere gli elettori che non ne possono più di questa doppiezza e di questa mancanza di coerenza e vicinanza anche con scelte esemplari a chi ha più bisogno per costruire il loro ed il nostro futuro. Nessuna campagna elettorale dispendiosa, nessun funzionario in più potrà evitare di allargare il fossato sempre più profondo fra il fortino politico e gli elettori sempre più disillusi. Che in questi casi, a differenza dei film western, non attaccano il fortino, ma lo abbandonano a sé stesso.

Dovrebbero bastare pochi dati a sgombrare il campo dalle motivazioni dei contrari o degli astenuti:

–          rimborso elettorale al PD per le elezioni del 2008       180 milioni di € (ovviamente importi simili e proporzionali per gli altri partiti)

–          5 € per ogni voto in Italia; in Francia 2,54 €, in Spagna 2,13 €, in Germania 1,61 €

–          a fronte di 18.418.044 € spesi nella campagna elettorale, il PD (come gli altri partiti) ha avuto 180 milioni di € di rimborsi, quasi il 1000% (!!)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/tre-miliardi-di-euro-ai-partiti/2131285

http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/controllo_spese_elettorali/delibera_cse_9_2009.pdf

Tutto questo sì che è contrario allo spirito della Costituzione e all’art. 49; un Paese sempre più fermo, impoverito, ingiusto, in cui le forze politiche riescono a mettersi d’accordo solo sul mantenere le indennità parlamentari più alte in Europa ed un finanziamento pubblico non solo bocciato dal 90% dei cittadini, ma reintrodotto con dimensioni non riscontrabili negli altri Paesi democratici.

Allora qualcuno può ancora dire che questo è un finanziamento pubblico dei partiti giusto e congruo? Che con 20 milioni di € in meno noi facciamo vincere Berlusconi perché ha i soldi?

Poco tempo fa vi era già stata una votazione con aspetti e risultati simili. Antonio Borghesi (IDV) il 21 settembre 2010 presentò una mozione per ridurre la pensione ai parlamentari, o meglio per rapportarla alla pensione di tutti gli altri lavoratori italiani. Ecco come è andata la votazione: presenti 525, votanti 520, astenuti 5, maggioranza 261; hanno votato sì 22, hanno votato no 498. Chiaro il messaggio, no?  Se qualcuno aveva ancora incertezze sulla parola “casta” applicata ai politici, questa è stata una occasione per togliere ogni dubbio.  E quando mai si e’ vista una maggioranza cosi schiacciante?

 

 

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Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
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2 risposte a Voto dei deputati PD: il finanziamento dei partiti è una questione di coscienza?

  1. Giovanna Busi ha detto:

    Caro Loris
    condivido in pieno il tuo articolo, però…. però ti sei dimenticato un dettaglio:
    i partiti percepiscono il contributo per i rimborsi elettorali per 5 anni, quindi al momento si continuano a ricevere i contributi anche per le elezioni del 2006.
    Si, perchè il fatto che col 2008 sono cominciati i rimborsi per quelle elezioni non ha “superato” quelli delle elezioni precedenti.
    Se si andrà a votare nel 2011 i partiti riceveranno i rimborsi per le elezioni del 20011 fino al 2016, più quelle del 2008 fino al 2013.
    Almeno credo di avere capito che così funziona il meccanismo.
    Cordialmente
    Giovanna

  2. Pingback: 2010 in review: un consuntivo del mio blog | In mare aperto – Blog di Loris Marchesini

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