Roberto Roversi, l’anima intelligente di Bologna


Uno dei maggiori poeti viventi, uno splendido ottantenne (88 anni appena compiuti), una persona di grande intelligenza , lucidità, creatività, capace di fare molte cose diverse, eppure con grande nascondimento, riservatezza, sobrietà. Forse lucido e preveggente della nostra triste epoca proprio perché “nascosto”, fuori dallo spazio mediatico e dalla confusione intellettuale spesso capace solo di parlare di sé stessa.

Oggi è stata inaugurata la mostra “Libri. Fogli che bruciano”, allestita nell’Ambulacro dei legisti alla Biblioteca dell’Archiginnasio, aperta fino al 19 marzo; “la mostra ripercorre, per frammenti e brevi suggestioni, tutta la sua vicenda intellettuale, rendendo omaggio alla figura di poeta, saggista, editore fuori dalle convenzioni” (La Repubblica Bologna).

Roberto Roversi è il poeta e l’intellettuale (mai parola fu più appropriata per questo grande bolognese) che ha fatto il partigiano a 20 anni, è stato libraio antiquario fino a pochi anni fa (Libreria Palmaverde), per quasi 60 anni. Dopo aver pubblicato importanti opere (Poesie per l’amatore di stampe nel 1954, Caccia all’uomo nel 1959, Dopo Campoformio nel 1962, Registrazione di eventi nel 1964), ha smesso di pubblicare con i grandi editori, limitandosi esclusivamente a fogli fotocopiati distribuiti liberamente e a collaborazioni con piccole riviste autogestite. Ha scritto canzoni per Lucio Dalla e per il gruppo degli Stadio. Ha fondato e diretto, assieme ad altri intellettuali (fra cui Pasolini), importanti riviste come Officina e Rendiconti. Ha diretto anche “Lotta continua”. Ed importanti sono comunque anche le sue raccolte di poesie scritte per piccole case editrici o ciclostilate, in particolare Descrizioni in atto e L’Italia sepolta sotto la neve. Oltre a testi per il teatro.

Negli ultimi anni, assieme ad altri, ha scritto, ciclostilato e distribuito dei fogli di letteratura, poesia, politica. L’ultimo è il “Foglio degli Eremiti”.

In una intervista di alcuni anni fa, Roversi disse ancora alcune cose importanti su Bologna, la politica, la sinistra:

Bologna è confusa. La situazione è aggrovigliata, e non è migliorata con il ritorno della sinistra al Comune. Ma come cittadino sono disposto a osservare e aspettare».Perché aggrovigliata e confusa?«Il mio è un giudizio severo, ma dato con amorevolezza. Aggrovigliate e confuse sono la politica e l’attività amministrativa, disposte più a confrontarsi con i grandi programmi che con la realtà concreta di una città che dovrebbe essere gestita con più attenzione alle sue necessità”

“Berlusconi non è mai stato un mio problema. Adesso sarà pure in crisi, ma la base su cui opera è intatta: è da dieci anni sulla scena politica e ha ancora televisioni, radio e case editrici. Starei attento a considerare il personaggio annichilito o superato: è sempre inserito in un sistema di potere, quello capitalistico, che gli è congeniale. Non è un isolato. Perderà sicuramente? Auguriamocelo, guardo alle cose giorno per giorno”

“La politica è una cosa concreta, straordinaria, vitale: dobbiamo recuperare questo sentimento di dedizione e partecipazione. Stiamo a vedere. Il grandissimo Marx diceva che la vera rivoluzione richiede pazienza, il rivoluzionario fa un passo alla volta”

Perdiamo tempo a prendercela con Berlusconi, non avendo un’idea precisa di come organizzare una lotta sulla comunicazione che è drammatica .. La sinistra non possiede nulla: né televisioni né case editrici. E le riviste che ha sono scritte in politichese e quasi illeggibili. La sinistra è debilitata, anchilosata, monca: gira con una gamba di legno appoggiata a un bastone, come i reduci di guerra. A volte fa tenerezza nella sua mancanza assoluta di potere comunicativo. Non corre più: dovesse correre dietro a qualcuno ruzzolerebbe per terra con la sua gamba di legno”

Ci sarà qualcuno che li comprerà, sono ottimista. Epicuro diceva: “Mentre siamo per via cerchiamo di rendere oggi migliore di ieri. Ma quando giungeremo alla meta gioiamone con moderazione”. Mi sembra un’indicazione di vita straordinaria, da usare anche in politica … C’è un grande filosofo contemporaneo che ho già citato facendo ridere mezzo mondo. Ma l’ho citato con serietà in testi abbastanza seriosi: è Jovanotti che canta “Penso positivo perché son vivo, perché son vivo”: sembra Kant, Hegel, Leibniz, non oso dire Platone o Aristotele. Questa è la massima che i giovani dovrebbero portare con loro. Non con superficiale ottimismo, ma con generosa, drammatica volontà di superare le difficoltà”

Che dire di più? Sarebbe importante, sarebbe stato importante anche prima, ascoltare queste riflessioni e questi consigli. Ma ho il dubbio che noi, PD, sinistra, non riusciamo a farlo. Anche ora quasi tutta la nostra azione è sempre come 17 anni fa: iniziative contro Berlusconi. E lui è lì, con ancora un grande consenso, pur avendo fatto toccare all’Italia il punto più basso della sua condizione materiale e culturale.

Forse sarebbe meglio, anche se difficile, rivolgere la nostra maggiore azione a comunicare meglio e di più le nostre proposte, i nostri valori, i nostri obiettivi.

Grazie comunque, Roversi!

(nella foto la redazione di Officina; Roversi è il primo a sinistra)

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Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
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3 risposte a Roberto Roversi, l’anima intelligente di Bologna

  1. Severino Verardi ha detto:

    Ci sarebbero da dire moltissime cose (tutte positive e con appassionata
    partecipazione) su Roberto Roversi. Mi limito a dire che provo sempre
    una certa emozione quando leggo qualcosa di Roversi e su Roversi
    perché considero Roberto Roversi uno dei più grandi poeti e intellettuali
    del novecento e oltre. Roversi è il poeta in assoluto che stimo di più
    ed è anche una bravissima e ottima persona: sempre pronto ad ascoltare,
    analizzare, capire ed agire; mai banale e sempre giovane dentro. Ogni
    volta che penso a Roversi mi appare la figura educativa di Socrate.
    Roberto Roversi è e restera un grande esempio per tutti noi: un Maestro,
    un grandissimo MAESTRO.

  2. Buongiorno a tutti, stavo cercando una possibilità di contatto con Roversi e la vostra “aperta conversazione” mi sembrava il luogo opportuno per chiedere di avere questo contatto. Sono felice che il sig. Roversi non vogli più pubblicare con i grandi editori, ma stampi in proprio (a.p.s., come si dice) , e sia quindi ancora così attivo e combattivo.
    Nel merito della questione politica qui dibattuta non entrerei, anzi me ne guarderei bene, perché è da decenni che il linguaggio usato sia da Berlusconi che dal PD confonde la nostra realtà nel suo grigiore, installando questo grigiore tremendo e omologante sulle nostre bocche così come le televisioni RAI e Mediaset installano sui nostri occhi i loro modelli costituiti da minacciose veline, miserabili Corona, etc.
    Quindi vorrei parlare in poesia. Gli stessi temi li tratto in poesia da 24 anni, oggi ne ho 37. Vi chiederei quindi di essere messo in contatto con Roversi, di darci la possiblità di parlare in poesia. Una “conversazione di poesia aperta”, vi chiederei, se vogliamo veramente cominciare a cambiare. E un contatto anche email del poeta, se possibile.
    Grazie
    Massimiliano Gusmaroli (poetainazione)

  3. alessandro ha detto:

    Ciao,
    anche io sono alla disperata ricerca di un contatto di Roversi. Sono in fase stesura della tesi di Laurea Magistrale che riguarda una sceneggiatura a cui lui mise mano, e vorrei fargli qualche domanda. Sapete darmi delle indicazioni? Ve ne prego…
    Loris, se riuscissi a mandarmi una risposta [anche negativa] via mail te ne sarei grato…

    saluti,
    Alessandro

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