Su matrimonio, libertà e responsabilità mi sembra che Merola abbia ragione


Mi sembra intanto utile, forse più di altre volte, riportare ciò che ha detto esattamente Virginio Merola:

“…  siamo persone libere ma nella vita dobbiamo saper mettere insieme anche la responsabilità con la libertà ? le coppie sposate è giusto che abbiano più punti nelle graduatorie comunali rispetto a quelle di fatto?.

“Se ci assumiamo impegni maggiori verso gli altri credo che sia necessario distinguere ? sono favorevole al riconoscimento giuridico del diritto al matrimonio delle persone gay .. se verranno da me coppie gay per chiedermi di sposarle? non avrà molto senso, perché non c’è una legge nazionale. Io sono per rispettare le leggi nazionali”  

“Ritengo importante lavorare per costruire legami di libertà e di solidarietà tra le persone. Usciamo da un lungo periodo nel quale ha prevalso l’idea e la pratica della libertà dai legami e dell’esaltazione dell’interesse individuale contrapposto all’interesse generale. Per questo ritengo importante sostenere le persone che scelgono legami di libertà, di responsabilità tra loro e verso la comunità. Il matrimonio implica un grado di responsabilità diverso rispetto ad altre scelte di convivenza. E credo che questo vada riconosciuto … ciò non significa negare diritti alle unioni di fatto o mettere in discussione i “Dico” proposti dalla Regione, né negare che per l’accesso alla graduatoria alla casa o ad altri servizi occorra discriminare chi non si sposa; ma è giusto o no prevedere qualcosa in più per chi si impegna in un legame maggiore? Non chiedo di rivedere le regole comunali o i punteggi, chiedo solo di provare di nuovo a chiamare le cose con il loro nome perché la politica sia utile ai cittadini per costruire legami di libertà e di responsabilità fra le persone”.

Di mio esprimo solo 2 cose:

1) è ovvio che questa impostazione giusta di Merola potrà avere più efficacia e giustizia se si arriverà a normare le “coppie di fatto” (DICO o altra norma);

2) nel 2006 ad Anzola dell’Emilia abbiamo modificato pesantemente lo Statuto Comunale ed abbiamo previsto questo comma 3 all’art. 2 (principi fondamentali):

Il Comune identifica la famiglia, come sancito dalla Costituzione, quale nucleo portante ed elementare della società, e destina prioritariamente tutti gli interventi ed i servizi alla stessa per sostenerne la formazione e l?assolvimento dei propri compiti; con lo stesso obiettivo di tutela, il Comune è impegnato a riconoscere ogni forma di convivenza finalizzata alla stabilità e contraddistinta da legami affettivi e di reciproca solidarietà

 

 

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Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
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