Referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie: meglio approfondire


Oggi ci sarà la decisione del Comitato dei Garanti sulla richiesta di Referendum in argomento. Referendum chiesto dal “Comitato art. 33”. Il tema è molto importante e tocca uno dei diritti costituzionali maggiori: quello alla scuola.

Penso però che debbano essere messi sulla tavola dell’approfondimento tutti gli aspetti: l’art. 33 sottolineato dal Comitato, la legge 444/1968 sulla scuola materna statale, il testo unico 297/1994 sull’istruzione, compresa la scuola materna; infine la considerazione che garantire l’effettivo diritto alla scuola materna (ancora non obbligatoria, pur con l’auspicio della sua generalizzazione) significa avere consapevolezza che una significativa parte di scuole materne che garantiscono questo diritto oggi sono private. E che non necessariamente un servizio pubblico di scuola materna significa per questa essere statale o comunale. Infine, la consapevolezza che lo Stato e/o i Comuni non potrebbero mai assolvere da soli questo compito. Se i contributi che vengono dati alle scuole materne private fossero utilizzati dal Comune di Bologna (vale anche per gli altri Comuni) sempre per le scuole materne comunali, i posti garantiti da questi fondi sarebbero molti meno.

Infine un piccolo esempio, quello che conosco meglio, riguardante il mio Comune, di cui sono consigliere comunale. Ad Anzola dell’Emilia esistono 2 scuole materne statali (prima comunali), una scuola materna parrocchiale (fino agli anni’70 era l’unica scuola materna che esisteva nel Comune più rosso della provincia bolognese). Quando l’anno scorso abbiamo dovuto affrontare l’esigenza di 2 sezioni in più, vista la risposta negativa del Ministero dell’Istruzione che non ha concesso le insegnanti, abbiamo noi chiesto al parroco una collaborazione per poter gestire una sezione nuova in una ex-scuola (sistemata dal Comune per la materna). Solo così si è potuto garantire la scuola materna ad una ventina di bambini, il Comune non avrebbe potuto da solo sobbarcarsi questa spesa, sia per la gestione che per la sistemazione dei locali. Certo, questi bambini pagano una retta che non c’è in quella statale. Ma sarebbe meglio che non avessero questo servizio?
Inoltre noi, da tanti anni, come Comune diamo un contributo di 13.500 € all’anno per ogni sezione di scuola materna privata. Non penso sia anti-costituzionale, soprattutto per la materna. La scuola materna parrocchiale è gestita tramite una cooperativa sociale, coopera con il Comune e con la Biblioteca comunale sui progetti educativi.

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Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
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