L’Italia: una società senza Stato? Appunti dalla lettura di Sabino Cassese


Ieri, dopo aver distribuito al mercato di Anzola i volantini per un incontro con Raffaele Donini e l’on. Andrea Lulli che abbiamo organizzato per giovedì sera 10 novembre, ho partecipato con mia moglie all’annuale lettura del Mulino, nell’Aula Magna di Santa Lucia.

La lettura quest’anno è stata tenuta dal professore e giudice costituzionale Sabino Cassese, sicuramente uno degli italiani viventi più importanti, competenti, rigorosi. Le attese non sono state tradite. La sua lettura (il cui argomento sarà ripreso in un suo libro in uscita presso il Mulino) si è basata su un’analisi dei 150 anni dell’Italia unita con il punto di vista del rapporto fra società italiana e Stato. Una lettura profonda e resa in modo semplice, come solo i migliori intellettuali sanno fare.

Ecco una sintesi, basata sugli appunti presi velocemente, quindi senza nessuna presunzione di correttezza e scusandomi per le carenze:

“Cassese individua otto punti deboli nel processo di unificazione:

1)      Processo di costituzionalizzazione: entrambi gli atti fondativi (Costituzione del 1848 e del 1948)

sono stati deboli ed hanno giocato un ruolo insufficiente nella realizzazione di una “costituzione materiale”. La prima è stata un atto di governo e non costitutivo di un popolo (Arendt).

Dunque la popolazione non ha partecipato e tale atto non ha assicurato sufficiente stabilità ai governi. Per quanto riguarda la costituzione del 1948, neppure oggi è veramente applicata: il diritto al lavoro, allo studio, … E’ stata sfigurata e spesso non risponde ai principi che essa stessa enuncia

2)      Vi è un distacco fra società e stato. Vi è una sfiducia nei cittadini rispetto allo stato, l’Italia non ha saputo accogliere i suoi figli (forte emigrazione per un lungo periodo nella storia del paese). La maggior parte del paese si è sentita estranea allo stato.

3)      Mazzini disse: nell’Italia unita manca l’anima nazione. In sostanza la cronica debolezza dello stato sfocia nel potere dei privati, con l’affermazione di poteri clientelari, della mafia… Es. legami familiari nelle professioni. Serviva uno stato che facesse rispettare un minimo di leggi: un diritto valido per tutti. Il mezzogiorno resta un nodo irrisolto. Da qui l’illegalismo di gruppo e individuale. In sostanza una mancata integrazione nazionale.

4)      Legislazione rogatoria (giustificata con le forti differenze di sviluppo esistenti nel paese).

Ciò attenuò la generalità della legge (legislazione a doppio fondo). Vennero così fatte spesso leggi speciali (cercate regole fra eccezioni). Una sorta di disobbedienza legale. Ciò è un’arma per gli uffici che vogliono adottare potere di discrezionalità, mentre è un freno per coloro che cercano di applicare tali leggi rompicapo.

Il tutto si traduce in un invito a contrattare, negoziare le norme.

5)      Non c’è un parlamento rappresentativo né un esecutivo forti. La costituzione non introdusse un meccanismo di stabilità di governo. Solo dopo il 1994 i governi hanno avuto una durata più lunga; tuttavia basti ricordare che nei 150 anni ci sono stati ben 121 governi.

Tale instabilità governativa è stata compensata da continuità politica personale e sempre di un partito al governo. Ovviamente il centro motore dello stato è risultato indebolito da questa instabilità.

6)      Porosità dello stato. Non è mai stato indipendente dai poteri economici. Ciò non ha consentito ai poteri pubblici di difendere gli interessi di tutti e non solo quelli di alcune categorie. Si sono estese forme di neofeudalesimo: penetrazioni di interessi particolari nello stato. Sviluppo di professioni protette. Le conseguenze sono state contraddittorie: far perdere di vista l’interesse pubblico, conferire legittimazione settoriale. (Il livello di stabilità si misura dal livello di indipendenza da fazioni). Dunque bassa stabilità.

7)      Non si è mai formata un’alta classe di funzionari pubblici. Ciò è dovuto al primato della politica. Lo sviluppo della burocrazia è avvenuto per pressioni esterne (economiche e politiche) e non per organizzazione interna. Turati: il sud è vivaio della burocrazia italiana. Una meridionalizzazione della burocrazia porta a non riconoscibilità della burocrazia stessa in tutto il paese. (nomine fatte per anzianità o pressioni politiche e non per merito).

8)      Reazione della statalità ai fattori che l’hanno indebolita: fuga dallo stato.

In sostanza lo stato ricorre ad altri organi esterni, istituti paralleli (Cassa del Mezzogiorno) perché non si ritiene in grado di fare autonomamente. Perdita dei tecnici pubblici nei lavori pubblici.

Per concludere, ci sono stati grandi progressi nei 150 anni (rispetto a mortalità, scolarizzazione, povertà, altezza media delle persone, durata media della vita….) anche merito dello Stato, tuttavia grossi problemi permangono (divario fra sviluppo reale e potenziale, differenze nella scolarizzazione, nella povertà fra nord e sud); forse tutto questo è dovuto al fatto che abbiamo avuto poco stato.

Naturalmente Cassese invoca lo Stato come ordine giuridico con regole uguali per tutti, ordini e divieti per tutti. Uno Stato che non sia un corpo malato oggetto di sospetto ma un organismo sano verso cui la collettività possa fare affidamento.

In definitiva, conclude e riassume Cassese: l’Italia sarebbe più forte se avesse avuto, fin dal principio, “una Costituzione efficiente, esecutivi duraturi, un severo minimo di governo, leggi che dettano regole e non deroghe, vertici amministrativi scelti in base al merito e autenticamente imparziali, istituzioni capaci di creare fiducia nello Stato come agente della collettività e di costituire il capitale sociale assente”.

Insomma, sarebbe stata più forte «avesse avuto non meno, ma più Stato».

 

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Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
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