LA SOCIETA’ DELL’ABBASTANZA: le cose interessanti dette da ROMANO PRODI


Ieri pomeriggio grande partecipazione alla presentazione dell’ultimo libro di Andrea Segrè (“Economia a colori”, Einaudi) alla Libreria Coop Ambasciatori. Con l’autore erano presenti a dialogare Massimo Cirri, Patrizio Roversi e Romano Prodi. Che è stato protagonista di questo incontro più di Segrè e più del libro di Segrè.

Da poche ore rientrato dall’Etiopia, Romano Prodi ci ha fornito alcune indicazioni ed alcune opinioni assolutamente non di circostanza:

– per cambiare questa società globale che consuma troppo e spreca, è troppo diseguale, è in crisi, sarebbe necessaria una classe politica capace ed autorevole, che riuscisse a prendere decisioni di lunga durata, che avesse una visione strategica a 10-15 anni; invece, in tutti i Paesi, quando va bene si ragiona e si decide con davanti un arco temporale di 6 mesi-1 anno

– lo spreco c’è da noi (almeno il 20% di ciò che acquistiamo), ma c’è anche, per ragioni diverse, nei Paesi che soffrono la fame (molti alimenti buttati per mancanza di mezzi di conservazioni, di igiene, di acqua pulita)

– forse l’unico obiettivo per cui la classe politica potrebbe prendere decisioni epocali con una certa condivisione dei cittadini e degli elettori è lo stop al consumo di suolo; qui sono abbastanza ottimista, siamo arrivati ad un punto in cui non possiamo andare oltre, la gente se n’è accorta

– senza una politica forte, i veri decisori sono globali, pochissimi e, a volte, addirittura sono meccanismi automatizzati (come le decisioni automatizzate dell’ordine dei millisecondi per investimenti e transazioni finanziarie: vedi l’ultimo data center in un villaggio del New Jersey in cui sono arrivati 400 matematici indiani, russi, etc. per migliorare algoritmi matematici e per sfruttare la vicinanza con Wall Street con una minore latenza sulle reti ed anticipare altri); uno studio di una Università svizzera ha verificato che sono circa 150 società finanziarie, globali che governano l’economia mondiale (ed alcune sono collegate fra di loro); in questo senso Prodi, prima dubbioso sulla Tobin Tax, ora pensa che non ci sia alternativa

– per essere molto chiaro, Prodi ha però detto che la politica deve essere più forte, non meno forte: “non ho nessun Grillo per la testa”

– Patrizio Roversi, premettendo che è contrario all’antipolitica, ha detto una cosa semplice, ma forse esattamente ciò che si aspettano gli elettori, i cittadini dai politici, dai governanti: “mi piacerebbe sentirmi in buone mani”; mentre ora troppi fanno parte, lui ha detto, del “post-puzzismo”, vengono sempre, cioè, dopo la puzza

– alla fine Segrè ha parlato anche di uno dei colori dell’economia: l'”economia del dono”, che non è solo una bella e buona cosa, un bel sentimento, ma serve anche economicamente: per non sprecare il superfluo (che costa smaltirlo), per soddisfare il bisogno di un altro, per costruire una relazione sociale, altra cosa economicamente importante.

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Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
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