Il terremoto ad Anzola dell’Emilia nel 1929 – Relazione tecnica per il Comune


Ing. Antonino Malossi

 Comune di Anzola dell’Emilia

 Maggio 1929

 Oggetto: visita ai fabbricati colpiti dal terremoto

 In seguito ad incarico del Sig. Cav. Nerio Costa Podestà del Comune di Anzola dell’Emilia, io sottoscritto ingegnere Antonino Molossi, ho visitato un rilevante numero di case del suddetto Comune, come da elenco di denuncie pervenute in più giorni in Municipio, onde rilevare gli effetti delle ripetute scosse sismiche che dal giorno 10 Aprile in avanti, notevolmente e ripetutamente si sono fatti sentire nel territorio del Comune, molto prossimo, anzi attiguo, alla zona epicentro del fenomeno.

Dall’esame accurato di tutte le abitazioni visitate sono del parere di dividerle in tre categorie e precisamente:

1)      Fabbricati molto vecchi privati da anni dell’ordinaria manutenzione dai loro proprietari, sia per ragioni economiche che per ragioni di altro genere;

2)      Case normali, ma sempre abbastanza curate della manutenzione più ordinaria;

3)      Case nuove lesionate.

 Alla I Categoria si possono assegnare:

–          La casa colonica di proprietà Tagliavini (affittuario Trigari), la casa colonica e per inquilini di proprietà Benedusi (famiglie del colono Gordini e inquilini Tibaldi – Goldoni); due case di proprietà Ghedini dette del Belluzzo contenenti sei famiglie, ed infine la casa colonica di proprietà del Conte Malvasia (colono Rinaldi).

–          Dette abitazioni erano già anche prima del terremoto in deplorevoli condizioni, con forti lesioni ed anche spostamenti di muri. Naturalmente le scosse avvenute, come ho potuto constatare, hanno accresciuto le dimensioni e la gravità di dette lesioni, ne hanno formate delle nuove, hanno fatto cadere qualche pezzo di piattabanda già in parte staccato in corrispondenza di finestre, cadere calcinacci rendendo anche pericolosa la permanenza in dette case delle famiglie che si sono ricoverate in baracche molto semplici ed in tende fornite  per interessamento del Podestà del Comune.

 Alla II Categoria va assegnata la grande maggioranza delle case del Comune e di queste sono state visitate:

–          La residenza comunale con annessi dipendenti fabbricati per inquilini; il lazzaretto, pure comunale, abitato dalle famiglie Governatori e Lenzarini, ai quali sono state fornite altre tende; le case popolari che pure essendo di costruzione abbastanza recente, dimostrano come siano state costruite in modo pessimo, la casa del Sig. Podestà, il gruppo di case presso e a monte della fermata ferroviaria con notevole numero di inquilini; il caseggiato “Modena” in cui abitano le famiglie Sacchetti, barbieri, Mazzoni, bavieri, Corazza, Malaguti, Tagliavini e Onori; il fabbricato grande e Samoggia di Proprietà Colombari, con parecchie famiglie; quelle di S. Maria in Strada ove abitano le famiglie di Buldini, Cremonini, Pederzoli, Anderlini; la casa colonica di proprietà di S.E. Corni a S. Giacomo (colono Tinarelli (proprietà Conte Malvasia); Tugnoli (proprietà Avv. Giorni) ed altre case abitate dagli inquilini Borghi, Chiodini, Serafini, Silvani, Monteventi Aldo e parecchie altre. Ho inoltre infine visitata la casa di campagna del Sig. Chantre, la quale, essendo più vicina alla zona più colpita, presenta lesioni vecchie aumentate, notevoli lesioni nuove nei muri e negli archi richiedendo importanti lavori di rafforzamento. Detti fabbricati sono presso a poco nelle medesime condizioni di manutenzione e presentano lesioni esistenti nei muri, solai e soffitti ed anche delle lesioni nuove che richiedono lavori di legamento e rafforzamento, pure non presentando imminenti pericoli.

 All’ultima categoria di case, le nuove, appartengono quelle del Sig. Imolesi nel Capoluogo, che pure essendo fatte abbastanza bene, presenta lesioni nuove non gravi nei muri e soffitto all’ultimo piano e piccole lesioni  in corrispondenza della muratura dei travi del tetto e nei muri. Inoltre la casa a Samoggia, di nuova costruzione di certo Pellicciardi costruita in maniera pessima tanto sotto l’aspetto igienico che edile e che presenta lesioni specialmente in corrispondenza delle murature dei travi di legno nei muri, ed infine la casa colonica di proprietà Salvaneschi la quale presenta lesioni tanto nei muri che nei voltini della stalla.

I muri però avevano già ceduto per effetto dell’insufficiente fondazione, i voltini erano già lesionati perché costruiti su poutrelles troppo distanti l’una dall’altra. E’ casa nuovissima ma in pessime condizioni. Tali costruzioni deficienti si potranno impedire solo colla compilazione e approvazione di nuovo regolamento di edilità e d’igiene in sostituzione di quello ora esistente ed applicabile solo nel capoluogo e solo in certi casi e coll’approvazione preventiva dell’autorità comunale dei progetti delle case da costruirsi.

In complesso il fenomeno sismico si è fatto notevolmente sentire a diverse riprese ed in diverso grado della scala Percalli, tutti i gradi (fino al massimo al settimo grado) ha cagionato danni di non grave intensità un po’ dappertutto nel territorio del Comune così vicino alla zona epicentro del fenomeno stesso.

 In fede di quanto sopra.

                                                                                        L’INGEGNERE

                                                                                      f. Ing. A. Malossi

(Archivio Storico Comunale di Anzola dell’Emilia, Carteggio Amministrativo, 1929, b. 341, Cat. II)

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Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
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