Finanziamento pubblico dei partiti: proposta per un’altra riduzione drastica. 1 € per ogni elettore votante


In queste elezioni politiche per la Camera dei Deputati gli elettori erano 46.905.154, i votanti sono stati 35.271.541 (il 75,19%). 

L’attuale legge che regola i contributi pubblici in favore dei 
partiti e dei movimenti politici (Legge 6 luglio 2012, n. 96) 
ha dimezzato i contributi in vigore precedentemente, portandoli 
a 91 milioni di € annui (il  70  per cento dei quali, pari a 
euro 63.700.000, e' corrisposto come rimborso delle spese per 
le consultazioni elettorali e  quale  contributo  per 
l'attività politica.  
Il  restante  30  per  cento,  pari  a   euro 
27.300.000,  e'  erogato,  a  titolo  di  cofinanziamento: 
0,5 € per ogni € di quote associative/tessere o contributi 
liberali). 

In questo modo, relativamente all’ambito nazionale (elezioni
politiche), nel tempo di una legislatura (5 anni) si è passati 
da un finanziamento pubblico di 910 milioni di € ad un 
finanziamento dimezzato di 455 milioni di €. 

Io ritengo che una forma di finanziamento pubblico ai partiti, 
molto più contenuta, sobria, vincolata ad una legge che applichi 
l’art. 49 della Costituzione (democrazia interna, bilanci 
trasparenti e certificati, rispetto della rappresentanza di 
genere, formazione, etc.) debba esistere in un Paese democratico.
Per favorire la partecipazione politica dei cittadini 
(che dovranno anch’essi finanziare i partiti) e per non far 
finire la politica preda di miliardari e di lobby economiche. 
Ma questo finanziamento deve essere ancora molto più limitato 
di adesso. 

Allora la proposta potrebbe essere questa: 

1)     1 € per ogni voto espresso (per tutti i 5 anni); quindi, 
nel caso attuale, 35.271.541 € invece di 318.500.000 € (poco 
più quindi di 1/10 di adesso) come rimborso elettorale

2)     0,5 € per ogni € di contributi associativi o donazioni, 
con una disponibilità totale massima di 15 milioni di € (sempre 
per tutti i 5 anni, quindi poco più di 1/10 rispetto ai 
136.500.000 previsti ora come cofinanziamento). 

In questo modo lo Stato (quindi i cittadini) avrebbero un costo 
di circa 50 milioni di € in 5 anni invece degli attuali 
455 milioni di € (poco più di 1/10). 

Mi sembra una proposta che cambia completamente il quadro
quantitativo e qualitativo dell’argomento, senza eliminare 
uno strumento utilizzato in tutte le democrazie del mondo. 
trend-rimborsi-elettorali

 

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Informazioni su lorismarchesini

55 anni, sposato con Loretta, bibliotecaria, e padre di Matteo, giornalista e scrittore. Lavoro come IT Architect in una grande multinazionale del settore ICT, sono laureato in storia moderna ed appassionato di ricerche storiche. Consigliere comunale e capogruppo PD nel tempo libero (poco ..)
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